La tragica notte di Halloween a Val della Torre (dedicato a Crea con Noi)

L'uomo sulla barella geme ancora. Lungo il corridoio abbiamo incrociato l'investigatore che lo ha interrogato, si è allontanato a grandi passi veloci con aria pensosa.
Ci avviciniamo al “quasi morente” e gli diciamo: “Siamo di Val della Torre, raccontaci cosa è successo la notte di Halloween, quale bestia immonda ti ha ridotto così?” Un brivido percorre la nostra schiena a pensare al pericolo corso dalla sfilata dei bimbi per fare “dolcetto o scherzetto”.
L'uomo con un filo di voce inizia il suo racconto, ma nel frattempo la nostra fantasia è partita, devono essere stati quei tre, lo Zombie sfregiato, la Donna Barbuta e Gandalf che lo hanno assalito e ridotto ad un essere inerme. Ma attenzione siamo qui per ascoltare e dunque mettiamo da parte i pensieri e ci concentriamo sul racconto.
Quell'essere disfatto dal dolore spiega di essere andato alla festa organizzata da “Crea con Noi” e dopo aver mangiato e bevuto… “ C'era la musica e non ho saputo resistere…”.
La fantasia prende di nuovo il sopravvento e porta lontano le nostre menti. Altro che Zombie e Gandalf, devono essere state le due spose nere insieme alle due donne diavolo, assassine seduttrici. Calma, torniamo con i piedi per terra e sentiamo cosa ha da dire costui.
Ripeteva: “C'era la musica e non ho potuto resistere”. Lo diceva in modo ossessivo, dolente. Poi una pausa nel suo eloquio ed infine ha spiegato l'accaduto ed è emersa l'orrenda verità.
Ebbene sì, si era lasciato coinvolgere nei balli festosi, c'erano gli amici del San Donato Vdt, si rideva ma ora tutto il corpo era dolente. Alla sua età, ripeteva, certe cose era meglio non farle, i suoi bimbi l'avevano anche avvertito: “Papà lascia stare che domani la schiena ti frega”.
Ci allontaniamo dal Pronto Soccorso e torniamo in Valle ancora sgomenti.

Svelato dunque il giallo della notte di Hallowen non ci resta che ringraziare tutti i soci di Crea con Noi che hanno organizzato la sfilata dei bimbi per le vie del paese ed infine la festa. Grazie di cuore.

Mauro Maurino

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