Un viaggio nel lontano passato – testimonianza della visita al Sito Neolitico di Saint Martin de Corleans

Un viaggio nel lontano passato

 

 

Sabato 18 novembre 2017, ore 10, noi del G.A.N.V. siamo a SainT Martin de Corléans, ad Aosta, per calarci in un fantastico viaggio nel passato.

Accolti da personale gentile e qualificato, il nostro gruppo di 23 persone si accinge a scendere 6 metri sotto il piano stradale per visitare il grande parco archeologico, con annesso museo, che, partendo dal Neolitico recente copre l’intero arco temporale sino, si può ben dire, ai nostri giorni. La cronologia del sito è suddivisa in 5 fasi: 1) Neolitico recente – Eneolitico (età del rame); 2) Età del Bronzo; 3) Età del Ferro: Età Romana; 4) Medioevo; 5) Età Contemporanea.

Una passeggiata nel passato che difficilmente potrà deludere chiunque nutra un minimo di interesse per l’antichità.

La bellezza del sito, meravigliosamente illuminato da un sistema che riproduce le luce delle varie ore del giorno e della notte, ci accoglie con la sua maestosità e con le vestigia delle popolazioni che vissero su quel territorio designando il sito su cui camminiamo come area sacrale. Il contesto suscita emozioni particolari vista la sua collocazione e la sua estensione. Le luci disegnano al suolo ombre che lentamente compaiono e scompaiono. Sagome strane rischiarate dal gioco dell’illuminazione indicano che dinanzi a noi è il passato, pronto a rivelare i suoi arcani a chi lo sappia e lo voglia leggere.

La sacralità del luogo di culto neolitico incute una reverenziale soggezione. In silenzio, mentre la guida cattura la nostra attenzione con interessanti spiegazioni, ha inizio il nostro viaggio nel passato.

Subito l’attenzione viene attratta da un grande dolmen posto al centro della spianata attorno alla quale si svolge il percorso di visita. Questa magnifica costruzione, adibita all’inumazione di diversi defunti, si presenta composta da tre grandi lastroni di pietra in posizione verticale; la quarta parete e il tetto sono mancanti. In una parete è ben visibile il portello d’accesso da dove venivano introdotte le salme e che, ultimata la triste operazione, veniva chiuso con un elemento litico appositamente sagomato. La sterile constatazione delle geometrie e delle architetture è costantemente appaiata dall’alone mistico che il luogo emana. L’uso sacrale del sito variò nel tempo divenendo un’area sepolcrale ma non fu mai abitato stabilmente. Il nucleo abitativo si pensa fosse collocato a monte e ora si trovi sotto le attuali costruzioni.

Un numero considerevole di stele è disseminato al suolo; la nostra guida ci ragguaglia del fatto che queste furono abbattute lasciando sistematicamente la parte scolpita o decorata verso il terreno, segno questo dispregiativo vero il culto che, precedentemente, le realizzò. Il motivo di questo abbattimento non è ancora ben chiaro e costituisce uno dei molteplici aspetti che rendono il sito di Sainr Martin de Corléans vivo e ancora soggetto a interessanti scoperte future. Alcune stele sono state riutilizzate per la costruzione di una tomba, di dimensioni minori del dolmen precedentemente citato, che si può ammirare lungo il tragitto.

Un allineamento di scavi in cui furono infissi pali lignei, di cui non si conosce la destinazione, ci accompagna verso un’aratura sacrale in cui non si sono rinvenute tracce di sementi ma si è potuto stabilire, in seguito alla rilevazione di impronte bovine, che fu effettuata tramite traino animale dell’aratro.

Ha inizio ora la parte museale che raccoglie le suppellettili e i resti ritrovati durante lo scavo del complesso archeologico. Le vetrine contenenti i reperti si affacciano costantemente sul sito di scavo e permettono un inconsueto accostamento tra luogo del ritrovamento e oggetto ritrovato. Fanno bella mostra di sé numerose stele, dalle meno elaborate sino a quelle chiaramente antropomorfe con tanto di braccia, mani, indumenti, armi, eccetera.

Il tempo passa anche in questo luogo senza tempo. Un ultimo sguardo al gioco di luci che pian piano oscurano il sito ricordando la notte. Pare che, da questa visione evanescente, debbano focalizzarsi, come in un film, i riti propiziatori o le cerimonie funebri avvenute migliaia di anni orsono. Qui, dove ora noi uomini del duemila camminiamo, genti lontane tumulavano i loro defunti accompagnandoli con chissà quali riti tribali atti a perpetuare il rapporto tra visibile ed invisibile.

I pensieri e le fantasie si rincorrono senza sosta mentre il sole riscalda nuovamente le nostre persone. Lasciamo con discrezione il luogo ma non il suo ricordo che rimarrà, per i fortunati visitatori, indelebile nella mente.

Un saluto cordiale alla nostra impeccabile guida e poi… tutti a pranzo.

 

                                                                  Giovanni Visetti

 

3 commenti
  1. Enrico Croce
    Enrico Croce dice:

    Un particolare ringraziamento al dottore Zidda Gianfranco che con la sua esperienza ci ha guidati alla conoscenza di un museo diverso, e di un diverso mondo.

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  2. Giovanni Visetti
    Giovanni Visetti dice:

    L’amico Enrico Croce mi ha giustamente informato che nel nostro “viaggio nel passato” siamo stati accompagnati dal dott. Zidda Gianfranco, Funzionario della Soprintendenza BBAACC presso la Regione Auronoma Valle d’Aosta. Un sentito grazie al dott. Zidda per la sua disponibilità e per la sua esauriente e dotta spigazione.

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  3. bruno
    bruno dice:

    L’articolo del ns presidente è un pezzo scritto in libertà di espressione e quindi non assoggettabile a qualsiasi
    tentativo di intromissione, sono cose sentite dentro da lui , non presenta nessun tipo di frasi
    offensive e denigranti di alcuno o di qualcosa quindi secondo me è condivisibile senza come e perchè.

    Rispondi

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