I ciaplè di Val della Torre

Chiariamo subito, per quei pochi che non lo sapessero, che con il termine ciaplè si intendono quegli ammassi di pietre che vediamo sui nostri monti. Essi vengono distinti in Campi di Pietre (o Caos Rocciosi) e Colate di Pietre (o Colate Pietrose). I primi sono dislocati in zone medio alte e sono caratterizzati dall’accumulo di una coltre detritica alquanto uniforme (fig.01); mentre le seconde sono vere e proprie colate di detrito che scendono per gravità in canaloni più o meno grandi (fig.02).
I Campi di Pietre valtorresi sono costituiti da massi di media grandezza formati da peridotite alterata (fig.03). Sono sostanzialmente statici, quindi non più in fase evolutiva, e la loro estensione è alquanto notevole. La staticità non ha permesso l’evolversi di colate importanti limitando i Campi di Pietre ad una fase di accumulo ordinato del materiale litico. Alcune piccole Colate di Pietre riscontrate non fanno altro che documentare una fase mediana in cui si è interrotto il processo evolutivo verso fasi successive. Quanto scritto sopra è tratto da uno studio effettuato nel 1963 da parte C. F. Capello che descrisse i nostri ciaplè nel suo lavoro intitolato Le morfologie crionivali (periglaciali) nelle Alpi Graie meridionali italiane. Importanti informazioni di approfondimento dell’argomento in oggetto si possono trovare nell’interessante pubblicazione di Luca Paro: Il ruolo dei processi criotici nell’evoluzione del paesaggio alpino: il caso di studio dei block stream del Complesso Ultrabasico di Lanzo (Alpi occidentali italiane), edito dall’Arpa Piemonte nel 2011.
Può non sembrar vero ma anche i nostri ciaplè hanno qualche record. Innanzitutto fanno parte di uno dei più grandi affioramenti di peridotiti delle Alpi occidentali che misura ben 140 km2 circa e che viene denominato Complesso Ultrabasico di Lanzo. In questo contesto i Campi di Pietre e le Colate di Pietre occupano il 18% della superficie pari a km2 25 circa. Il Complesso Ultrabasico di Lanzo risulta formato da associazioni litologiche correlate al mantello roccioso terrestre nonché a formazioni oceaniche e, con la sua superficie, è uno dei più estesi al mondo.
Quelle che noi fino ad ora abbiamo considerato semplici e inutili ammassi ad pere sono invece fenomeni geologici di importanza mondiale.

LEGENDA MATERIALE FOTOGRAFICO

Fig.01 Campo di Pietre di Funtana Bruna

Fig.02 Colate di Pietre tra la muanda dal Ròch e le muande ‘d Funtana Bruna, ai lati del vallone di Pian Balurt

Fig.03 Peridotite alterata

4 commenti
  1. michi parmigiani
    michi parmigiani dice:

    scusate l’ignoranza,ma sono di origine vulcanica,glaciale o cosa ? xchè nei millenni non si sono riempiti di terra ? Grazie Michi

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  2. bruno
    bruno dice:

    Sono di origine tettonica e si tratta di fondo di oceano portato in superfice, appunto, dai movimenti tettonici che hanno formato la catena alpina.
    Per quanto riguarda il perchè della mancata copertura da parte di terra brevemente possiamo solo dire che ora non sono più in fase evolutiva (vedere citazione in articolo) quindi attualmente statici però per la colonizzazione occorrono millenni .Per chi è di Val della Torre da parecchio tempo ha senz’altro notato che la fase di copertura è cominciata e parte dei ciaplè è gia stata coperta da vegetazione, io stesso visivamente ho notato questa cosa, però avviene lentissimamente per cui prima che siano coperti interamente passerà un lunghissimo periodo temporale.
    Sperando di esssere stati esaustivi sulla richiesta, la invitiamo in caso di altre domande sull’articolo di interpellarci.
    Grazie
    Bruno B.

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